Il mio tour della Scozia inizia un sabato mattina alla stazione dei bus di Queen Street di Glasgow, dove con alcuni amici decido di passare mezza giornata a Edimburgo (ma non ditelo ai Glaswegians, potrei essere bandito dalla città). In appena un’ora di viaggio ci ritroviamo nel pieno centro di quella che più che una qualsiasi città scozzese ci appare come un mix esplosivo di diverse capitali europee: percorrendo North Bridge si ha l’impressione di attraversare la Senna a Parigi, osservando i campanili gotici ci si ritrova improvvisamente a spasso per le vie di Praga, e passando davanti alle numerose vetrine del centro si immagina di essere a Londra.

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Per rendersi conto di quanto questo sia vero bisogna assolutamente osservare lo skyline cittadino dalla sommità di Calton Hill, uno dei parchi pubblici più belli e particolari che abbia mai visitato, circondato a sud-ovest dalla città e a nord-est dal mare.

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Verso ora di pranzo percorriamo le ripide scalette sul lato sud del colle ritrovandoci su Waterloo Place dove decidiamo di fare pausa pranzo da Pep&Fodder, adorabile bistro-caffetteria: caldamente consigliata la zuppa di carote e arance, squisita ed economica, soprattutto viste le temperature esterne!

Dopo il soddisfacente pranzo decidiamo che è giunto il momento di affrontare il nostro più grande terrore, il Royal Mile ovvero la zona turistica per eccellenza. Quella che una volta era considerata una delle vie più belle al mondo e, che ancora oggi taglia a metà il centro di Edimburgo arrivando fino all’ingresso del castello, è diventata purtroppo un’accozzaglia inquietante di negozietti di cianfrusaglie, ristoranti, bar, visitatori disorientati, orribili musei e baracchini per visite guidate (anche se devo ammettere però che un bel “ghost tour” lo farei volentieri).

Un buon motivo per percorrere questa lunga strada nonostante tutto ciò?

I numerosi musicisti che vi si esibiscono ogni giorno. Dall’ indie al rock, dal pop al folk, ce n’è per tutti i gusti, e potete star certi che sarà un piacere sia per le orecchie che per i vostri occhi, soprattutto se sarete tanto fortunati da incontrare lui (vedi foto sotto) il nostro personale dio della musica scozzese.

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Insomma sto Royal Mile non è poi così male, ci si può anche innamorare molto facilmente. Risalendo la strada per tutta la sua lunghezza ci ritroviamo nella piazza antistante il castello, da non visitare assolutamente dal momento che sarebbero £16 sprecati per vedere stanze vuote e pessime ricostruzioni, perciò almeno noi abbiamo preferito goderci un’altra bella vista su Edimburgo e sull’ Arthur’s Seat, massiccio roccioso che fa da sfondo a tetti e comignoli della città e che, se decidete di passare più di mezza giornata nella capitale, vi consiglio di esplorare percorrendo i numerosi sentieri disponibili.

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Nel tardo pomeriggio visitiamo i Princess Street Gardens e i bellissimi colori che il parco ha da offrire, in particolar modo ora che è pieno autunno, circondati da architetture neogotiche e dal verde intenso dei prati; poco distante si trova la National Gallery of Scotland che racchiude un’interessante selezione d’arte all’interno di un tempio neoclassico risalente al 1700 (in realtà non abbiamo avuto il tempo di visitarla ma sono sicuro sia splendida).

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Dopo tanto girovagare arriva quel momento della giornata in cui non puoi far altro che esclamare: “I-need-a-beer”. Ed eccoci allora alla ricerca di un pub, ancor meglio se tradizionale e con birra del posto. Dirigendoci verso la parte più bassa del Royal Mile prenotiamo un tavolo da World’s End, pub molto intimo e curioso dove provare la particolare birra nera affumicata abbinata a un piatto tipico della cucina scozzese, che non poteva che essere il delizioso haggis, sconsigliato a chi è facilmente impressionabile e non ama la carne: fondamentalmente consiste in un insaccato fatto con interiora di pecora bollite per ore assieme ad avena, spezie e brodo all’interno dello stomaco dello sventurato animale.

Schifati? Io da buon Sardo ovviamente lo trovo delizioso!

Ore 20.30 torniamo di corsa alla stazione per prendere il bus di ritorno verso casa. Pensiamo che Edimburgo sia effettivamente posh rispetto alla nostra adorata Glasgow, ma posso dire con certezza che tra paesaggi mozzafiato, buon cibo e birra, improvvisi amori sbocciati per strada, la capitale scozzese mi ha parecchio stregato.

 

Matteo

 

 

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