L’arrivo della stagione tiepida invita a uscire ed esplorare nuovi luoghi. Ecco alcuni consigli su quali paesi della Basilicata visitare quest’anno a partire da primavera fino ad autunno inoltrato!

Grottole

Il paesaggio che si alterna dalle mura bianche al sole che la somigliano ad un paese del brindisino – o meglio, del nostro metapontino – al lato più grezzo e selvatico della Lucania montanara. Tutto questo e non solo è Grottole, che sembra collocarsi esattamente a metà, posta com’è su una piccola altura che guarda giù verso il Basento, tra la Basilicata più austera e boscosa e quella leggiadra che digrada verso il mare.

Il tutto – il centro storico è di pura bellezza decadente e di eleganza d’altri tempi – impreziosito dalla presenza sovrastante della Chiesa Diruta che conferisce al paese un’atmosfera di romantico abbandono.

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Tricarico

Crocevia di popoli e culture. Longobardi, Arabi, Normanni, comunità ebraiche ed albanesi hanno creato grazie ad un gioco di intrecci tra culture una commistione di stile ed una stratificazione dell’architettura del centro tale da renderlo uno dei meglio conservati della regione.

Gli affreschi disseminati tra il Convento di San Francesco, la Cattedrale e il convento di Sant’Antonio sono sicuramente trai i più belli da ammirare in regione; il Palazzo Ducale, la Torre ed il Castello Normanno spiccano sul profilo del paese per la loro imponenza e severità. E poi la porta e la torre saracena, la Rabatana, il vecchio quartiere arabo, raccontano di un passato arcaico e che hanno lasciato tracce indelebili negli usi e costumi locali.

Come non ricordare poi Rocco Scotellaro e il raduno delle maschere antropologiche del carnevale. Un vero e proprio “paese d’arte” in cui architettura, poesia ed antropologia rendono Tricarico un posto da visitare assolutamente.

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Oppido Lucano

Il paese vale sicuramente una visita che vi porterà alla scoperta di un gioiello inaspettato e quasi sconosciuto, subito fuori Oppido Lucano: le grotte di Sant’Antuono.

Si tratta di una chiesa rupestre, scavata completamente nella roccia, in cui è possibile ammirare degli affreschi risalenti al XIV secolo che rappresentano, attraverso 16 scene, la vita di Cristo e della Madonna.

Come spesso accade in questi ambienti rurali, prima di essere recuperata, è stata adibita per anni a ricovero per animali e tuttora per poter visitare le grotte è necessario contattare il Comune e un loro addetto sarà pronto ad accompagnarvi.

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Ripacandida

Un piccolo paesino del Vulture che racchiude una perla inaspettata: il Santuario di San Donato, gemellato dal 2004 con la Basilica di San Francesco di Assisi e insignito dall’UNESCO, nel 2010, del titolo di “Monumento messaggero di una cultura di pace”. Gli affreschi, realizzati da un allievo di Giotto, ricoprono per intero le pareti del santuario, lasciando stupefatto lo spettatore per la bellezza e la ricchezza di dettagli presenti nell’intero ciclo pittorico.

E poi una chicca. Di fianco al santuario è presenta la Villa Comunale, vecchio giardino dei frati francescani, che riesce a ricreare un’atmosfera tipica di alcuni giardini neoclassici. Inoltre all’interno è possibile ammirare degli splendidi alberi secolari tra cui una vecchia sequoia, una vera rarità per il patrimonio arboreo lucano.

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Muro Lucano

Tra i molti paesi della nostra regione una visita a Muro Lucano è impossibile da perdere. Le piccole case colorate, il castello medievale, le stradine tortuose e il paesaggio mozzafiato trasformano l’atmosfera in una d’altri tempi.

Pochi sanno che, in questo castello, nel 1382, venne assassinata Giovanna I, grande Regina del regno di Napoli, quando vi si rifugiò dopo essere stata scomunicata e accusata di eresia. Ma, storia a parte, i vicoli che si snodano nel borgo, le scalinate, le luci, i punti panoramici rendono le passeggiate piacevoli e molto caratteristiche.

In particolare, sono rimasta colpita dalla scalinata poetica di via Seminario, dove, sulle scale che portano al Museo Archeologico Nazionale, sono presenti mosaici artistici che interpretano e simboleggiano poesie d’autori come Saffo, Neruda e Rilke, creati nel 2003 da artisti internazionali.

Di recente inaugurato è il Belvedere di San Nicola, una sorta di moderno monumento archeologico a cielo aperto, nonché intelligentissimo recupero di una zona abitata del paese disastrata dal terremoto del 1980 dove, è possibile ammirare, attraversando scalinate, terrazze panoramiche, grotte e vere e proprie stanze, il meraviglioso panorama.

In effetti, Muro Lucano mi da l’impressione di essere un gioiello incastonato tra le rocce: il paesaggio, meraviglioso e pauroso allo stesso tempo, alterna altissimi dirupi con piccoli e antichi sentieri percorribili ricavati direttamente dalla roccia, da capogiro il bellissimo ponte romanico che attraversa il torrente.

Uno scenario degno del Signore degli Anelli.

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Monticchio

Se vi sembra una meta scontata e con poco o nulla di più da offrire a chi ci è già stato, vi suggeriamo di visitare i laghi di Monticchio quando le folle di visitatori estivi smettono di recarsi a frotte: in inverno, a dicembre in particolare. Considerate la posizione e le caratteristiche ambientali del posto, la stagione fredda arriva qui un po’ più in ritardo e ciò fa sì che a fine dicembre i colori siano ancora quelli tipicamente autunnali.

Vi assicuriamo che lo spettacolo che vi troverete di fronte vi lascerà senza fiato: alberi arancioni, gialli, rossi, magenta, verdi. Se poi sarete fortunati ed il lago sarà calmo, l’effetto specchio sarà assicurato!

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Tursi

La storia, o meglio la legenda che scaturì da quell’evento storico, vuole che il re Alessandro il Molosso, zio del più celebre Alessandro il Grande, trovò la morte a Pandosia per mano dei Lucani nel momento in cui scoprì che quel fiume che scorre tra i calanchi era quell’Acheronte da cui gli era stato predetto di stare alla larga se avesse voluto evitare una morte sicura.

Quell’Acheronte, l’odierno Agri, scorre ancora tra i calanchi del tursitano e là dove sorgeva la città lucana di Pandosia e le sue colline fatali al re straniero, si erge oggi un magnifico monumento di architettura bizantina: il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona.

Gli intagli e i rilevi con cui è incisa la pietra del portale in stile romanico introducono il visitatore nell’affascinante ambiente interno semibuio. Le candele irradiano la loro fioca luce sugli affreschi sbrecciati alle pareti.

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Aliano

Fu Carlo Levi a renderlo noto in già in passato nel suo romanzo Cristo si è fermato ad Eboli: è il paesino di Aliano, il cui fascino fu tale da far ritornare lo stesso scrittore anche dopo la fine della guerra, dove decise di rimanere. Oggi ciò che riporta quell’aria di freschezza è il festival della paesologia La Luna e i Calanchi, che ogni Agosto, da qualche anno a questa parte, attira un gran numero di persone interessate a cogliere la bellezza del paesaggio e dell’arte in tutte le sue forme. Per diversi giorni, senza alcuna pausa, si alternano escursioni guidate ai paesi vicini, percorsi mistici e meditativi nel paesaggio lunare, mostre, installazioni, spettacoli teatrali e musicali, riportando la voce ad uno dei borghi più piccoli ed isolati della Basilicata. Perdersi per le strade di Aliano alla ricerca di tutti quegli impercettibili murales è quasi magico, il tutto accompagnato da un buon calzone con la cicoria.

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Borgo La Martella

Spostandoci più ad est ed entrando nel parco della murgia materana, prima di scorgere la famosissima città dei Sassi, è d’obbligo fermarsi al Borgo de La Martella. Costruito negli anni ‘50 a seguito dei piani di esproprio del centro della città, l’area è stata edificata per accogliere gli abitanti all’interno di case con condizioni igieniche migliori e soprattutto, più vicini ai propri terreni. Oggi tutto è come cinquant’anni fa, le case, gli abitanti, ma in particolar modo la Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, progettata dall’architetto Quaroni con Valori, Gorio, Lugli e Agata, una dei pochi esempi di architettura moderna presenti nella regione, con le sue maioliche dai forti toni blu, gialli e verdi presenti sull’altare, il grande crocifisso in legno intarsiato, le lampade in vetro soffiato e le formelle di terracotta che raccontano la Passione di Cristo, rendono questa chiesa ineguagliabile.

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Colobraro

Il 2017 è stato accolto da tutti, chi più chi meno velatamente, con un sentimento misto di timore superstizioso e fascino della sfida. Quale anno migliore allora per visitare il luogo che ha saputo trarre la sua fortuna dalla sua nomea di paese portasfortuna? Il paese di Colobraro non è solo eventi estivi, ma è degno di una visita in ogni stagione dell’anno grazie al suo centro storico di grande pregio. Imperdibile la visita ai ruderi del castello in cima al borgo da cui si gode di una vista straordinaria e mozzafiato sulla valle del Sinni.

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